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BRAMATERRA D.O.C.
Il vino Bramaterra, riconosciuto come D.O.C. nel 1979, è ottenuto da Nebbiolo (localmente detto Spanna)
dal 50 al 70%, Croatina dal 20 al 30%, Bonarda (detta "uva rara") e/o Vespolina dal 10 al
20%. La produzione massima di uva per ettaro è di 75 quintali con
una resa massima in vino pari al 70%. Nell'anno 2000, 26 sono stati gli
ettari iscritti a questa doc, con una produzione di circa 730 ettolitri.
La zona di produzione è ristretta e consiste nella fascia collinare
che da ovest a est comprende i comuni di Masserano, Brusnengo, Curino,
Roasio, Sostegno, Villa del Bosco e Lozzolo.
Vino dal colore rosso granato, con riflessi aranciati, che si attenua
col tempo, il Bramaterra ha profumo caratteristico, intenso, lievemente
etereo che si affina con l'invecchiamento e sapore pieno, asciutto, vellutato
con gradevole sottofondo amarognolo, fine di buon nerbo e armonico, e con
sentori di viola e lampone.
Con una gradazione alcolica minima di 12%, va servito ad una temperatura
di 18-21°C, in calici a bevante ampio con orlo misuratamente ristretto
e leggermente svasato, in abbinamento a pollame, cacciagione e selvaggina,
carni rosse stufate e al forno, arrosti, brasati, panissa, formaggi stagionati.
L'invecchiamento minimo per legge è di 2 anni, dei quali almeno
18 mesi trascorsi in botti di legno (rovere); qualora il Bramaterra sia sottoposto
ad un periodo di invecchiamento non inferiore a 3 anni, di cui 2 in botte,
può riportare in etichetta la menzione "riserva".
Dal prezzo medio a bottiglia variabile da Euro 8 a 20, il Bramaterra è
venduto anche in Canada e Giappone; eccezionali le annate '83, '90, '94,
'97 le cui bottiglie sono da conservare coricate in cantina buia con temperatura
inferiore ai 15°C e umidità pari all'80%.
Vedi anche:
LESSONA D.O.C.
Riconosciuto come D.O.C. nel 1976, il vino Lessona nasce dalla combinazione di Nebbiolo al 75%, Vespolina e/o Bonarda al 25%.
Di colore rosso granato, con sfumature che tendono all'arancione con l'invecchiamento, ha un profumo caratteristico fine e intenso, che ricorda la viola.
Il sapore è asciutto, gradevolmente tannico, con caratteristica sapidità e piacevole retrogusto.
la gradazione alcolica minima complessiva è 12°C.
Ben si abbina a brasati, risotti, bolliti, arrosti, formaggi stagionati, selvaggina.
La zona di produzione coincide con il territorio stesso dell'omonimo Comune di Lessona.
COSTE DELLA SESIA
Riconosciuto D.O.C. nel 1996, è prodotto con vitigni autoctoni delle colline Biellesi e Gattinaresi.
I vini con questo appellativo si suddividono in diverse tipologie: Rosso, Rosato, Bianco, Nebbiolo, Croatina, Vespolina.
Il disciplinare non prescrive un invecchiamento minimo.
ERBALUCE DI CALUSO D.O.C.
Limpidezza brillante, color giallo paglierino, profumo fine e fruttato e un sapore intenso e caratteristico.
CENNI STORICI
Il vino dei sette paesi che producono il Bramaterra nella zona collinare
sopra le baragge dominata dal Monte Rosa, risale ad un periodo molto lontano,
quando i servi della gleba diventati liberi, si stabilirono sulle alture
dove ora si produce il Bramaterra e piantando la vite capirono di produrre
un vino migliore di quello prodotto in pianura. La qualità, la
fama della viticoltura e l'enologia di queste colline è attestata
da una serie di documenti che risalgono al secolo XI. Fu proprio con il
nome di "Vino di Masserano" che l'attuale Bramaterra fa capolino
nella storia. Così apprendiamo che, nell'anno 1152, l'imperatore
Federico con un diploma concesse le vigne di Curino al vescovo di Vercelli
e nell'atto di pacificazione tra Guelfi e Ghibellini viene assicurato
al comune di Vercelli l'imposta del dazio sul vino esportato dalle colline
del Roasio, Masserano e paesi limitrofi.
Per quanto concerne il termine Bramaterra si dice che esso voglia significare
l'affinità, cioè la vocazione agricola di questo territorio.
In una pergamena dell' 8 novembre 1447 compare per la prima volta il nome
Bramaterra in faccende di transazione tra Roasio, Lozzolo e Sostegno.
Il vino della zona è sempre stato particolarmente gradito alla
curia vercellese tanto che in passato lo chiamavano "Vino dei Canonici".
I 7 COMUNI
La compartecipanza alla zona del Bramaterra dei comuni di Roasio, Villa
del Bosco, Lozzolo, Sostegno, uniti dalle origini con i comuni di Curino,
Brusnengo e Masserano è dovuta a quell'unità comprensoriale
aggregata dalla storia, dalla politica, dalle condizioni socio-economiche
e da quelle pedoclimatiche: i suoli siliceo-argillosi con qualche presenza
di calcare hanno avuto origine da rocce effusive porfiriche, quarzifere
e non quarzifere, ed accomunano la zona dei 7 comuni a dimostrazione dell'omogeneità
del territorio.
Associazione Interprovinciale per la vitivinicoltura di pregio nelle aree del Bramaterra e del Lessona
La denominazione di origine controllata Bramaterra è stata riconosciuta
nel 1979 grazie all'attività del comitato vitivinicolo sorto nel
1973 con l'esigenza di guardare alla terra come ad un bene primario; trasformatosi
in consorzio nel 1986.
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